DOPO TANTE PROMESSE STANNO PER SVENDERLA AD 1 EURO?

I lavoratori dicono al governo che Alitalia non è un problema ma un’opportunità!

NAZIONALIZZARE PER RISOLVERE!

SCIOPERO 24 ore 25 OTTOBRE

PRESIDIO al T1 di Mxp di fronte alla porta 1 dalle ore 10.00

 

Varese -

Mentre aleggia lo spettro di migliaia di esuberi e di pesanti tagli salariali, in questi giorni circolano piani industriali che rendono plasticamente visibile la rinuncia a un progetto per la riforma di un settore con l’obiettivo di emancipare il nostro trasporto aereo rispetto alle grandi compagnie europee. Come abbiamo sempre affermato questo passa attraverso il rilancio di Alitalia e delle professionalità.

 

Quello che al contrario si evince è che fin ora si è lavorato alla riduzione della flotta e del costo del lavoro seguendo sempre la stessa ricetta, con strumenti atti a realizzare la “mitigazione sociale” che ben conosciamo:

1) Espulsioni certamente NON volontarie.

2) Il taglio del costo del lavoro attraverso interventi diretti su istituti normativi ed economici dei contratti.

3) Combinazione delle due precedenti misure.

 

Andando a spanne sul costo del lavoro medio potrebbero essere tra i 2000 e i 2500 gli esuberi complessivi, con impatto su dipendenti di terra tra amministrativi e cessione di pezzi del perimetro come ad esempio l’handling. Esuberi a terra sarebbero certi, com’è riportato apertamente nei quotidiani. Gli esuberi in volo sono conseguenza della riduzione delle macchine, sia di lungo sia di medio raggio in arco di piano.

Se fossero utilizzati tutti i mezzi disponibili per la riduzione del costo del lavoro, (da alcuni grafici pubblicati per il personale navigante ci sarebbe un taglio del costo di 43,2 milioni di euro che potrebbe scendere al 13 - 14 %), oltre alla Mitigazione sociale potremmo trovarci con: mitigazione salariale, mitigazione flotta e con mitigazione composizione equipaggi con riduzione sul L/R.

 

I commissari hanno preteso di entrare nella trattativa che al momento è totalmente in stallo, ma non ci dicono quale sia lo stato reale della Compagnia. La richiesta di altri prestiti, come quello stanziato di 350 mln di euro, a queste condizioni servirà solo a portare a termine il ridimensionamento e i licenziamenti.

 

Lo Stato può chiedere che gli asset dell’azienda siano il contro valore del prestito fatto (900 mln + gli interessi già maturati di 200 mln) entrando direttamente nella gestione dell’azienda. Ci sono gli strumenti tecnico- giuridici attraverso i quali attuare questo passaggio. Questo va fatto subito.

 

In questo scenario il silenzio delle organizzazioni confederali da oltre un mese, non fa pensare a nulla di buono. Quello che pensiamo è che ci sia un fondo di rassegnazione che abbiamo visto già troppe volte ma oggi le cose stanno diversamente. Se la posizione delle sigle confederali si confermasse defilata rispetto a una situazione critica, i lavoratori dovranno opporsi con tutta la forza perché in questi mesi hanno atteso ben altro.

 

Lo sciopero del 25 ottobre diventa un appuntamento essenziale per il nostro futuro.

Tutte le organizzazioni sindacali e i lavoratori sono invitati a partecipare al PRESIDIO presso il T1 che inizierà alle ore 10.00 per manifestare in dissenso a ridimensionamento della compagnia e della flotta e tagli dei salari.

Non c’è più tempo per restare da parte.

USB Lavoro Privato

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